sábado, 23 de noviembre de 2013

INVESTIDURA EN LA IMPERIAL ORDEN HISPÁNICA DE CARLOS V

Hoy sábado 23 de noviembre de 2013 tendrá lugar, en la Sala de Reyes del Real Alcázar de la Muy Noble y Muy Leal Ciudad de Segovia, la Solemne Ceremonia  de Investidura que anualmente celebra la Imperial Orden Hispánica de Caballeros de Carlos V en esa ciudad castellana.
El Gran Maestre de la Imperial Orden, el Serenísimo Señor Don Enrique de Borbón, presidirá la Ceremonia y recibirá a los neófitos en el seno de esta gran Corporación que honra la figura del César Carlos y la proyección de España en las Américas.



La  Sala de Reyes del Alcázar de Segovia

A través de sus ventanales se contemplan la Iglesia de la Veracruz, el Monasterio de El Parral, el Santuario de La Fuencisla y el convento de El Carmen. En su momento fue la sala más importante del Alcázar. En el friso están representados los reyes de Asturias, Castilla y León. Su ordenación y construcción se vincula a los reinados de Alfonso X y Enrique IV.


La ornamentación actual del friso, compuesto por 52 esculturas sedentes de monarcas castellano-leoneses, corresponden al proyecto que realizó por orden de Felipe II su pintor de cámara, Hernando de Avila, autor del Libro de los Reyes. En los carteles situados por debajo de las mismas, también según la aprobación del mismo soberano, la numeración de los reyes queda alterada en lo que concierne a los Alfonsos, al atribuir el número VII al marido de la reina Doña Urraca, Alfonso de Aragón, con lo que en el friso, Alfonso el Sabio, resulta ser Alfonso XI.



En cuanto a las pinturas, se encuentran los retratos de Felipe II y las reinas Isabel de Borbón y Ana de Austria, con la que contrajo matrimonio en este regio recinto segoviano, así como el cuadro titulado "La conquista de Cádiz por Alfonso X el Sabio", de E. Vejarano.




La celebración de este año tiene una especial significación para quien estas líneas escribe, pues por la munificencia de S.A.S. Don Enrique de Borbón, Gran Maestre de la Imperial Orden, y de su Junta de Gobierno, mi Señora Madre ingresa como Dama de esta ilustre Corporación. De nuevo mi agradecimiento más sincero y mi lealtad incondicional.




Investidura: 19´30 en el Alcázar de Segovia

Caballeros de la Imperial Orden: frac (white tie) o uniformes de gala, con condecoraciones.
Militares: uniforme de actos sociales.
Invitados: frac (white tie), uniformes de órdenes nobiliarias, uniformes de carreras civiles con condecoraciones.
Damas: atuendo de noche.

Cena de Gala: 21 horas en el Hotel Cándido

1 comentario:

  1. Solenne Celebrazione Eucaristica a Suffragio di Francesco II
    7 novembre 2013· presso Chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, Via Giulia , Roma
    L’iniziativa del Real Circolo Francesco II di Borbone, di una Messa Solenne in suffragio dell’ultimo Re delle Due Sicilie, è volta a cancellare l’oblio che ha avvolto la figura di Francesco II. Una cerimonia molto sentita e solenne animata dal quintetto "Ottoni d'autore" che hanno eseguito magistralmente l'Inno delle Due Sicilie, accompagnando il tenore e il soprano che lo hanno cantato, insieme a " Gloria,gloria" scritto da Mimmo Cavallo e Pino Aprile, inno del Real Circolo.
    E’ stato un personaggio di cui la storia si è interessata quasi affatto o in maniera molto superficiale, che se ha pagato ingiustamente lo scotto di una sconfitta militare, costellata di tradimenti, tuttavia ci restituisce la figura di un uomo di altissima statura morale e religiosa, come testimoniano le sue azioni e il suo pensiero di tutta una vita. Egli fu pienamente consapevole delle slealtà, delle trame e infedeltà consumate alle sue spalle, ciò nonostante scelse di evitare inutili spargimenti di sangue, anche se questo lo face apparire debole e inetto.
    Francesco II è stato un sovrano che ha incarnato pienamente il modello di monarca Cristiano. Egli può essere ancora oggi un riferimento per tutti, un re che ha preferito alle ingenti fortune materiali, la giustizia, il giuramento di fedeltà e l’amore verso la nazione più di ogni altra cosa, fedele al mandato divino che legava il re al suo popolo, come un padre ad un figlio, per vivere con grande coraggio le vicende che la vita gli avrebbe riservato. Lo stesso coraggio con il quale aveva affrontato le vicende militari. Francesco II visse nel esilio spogliato anche di tutti i beni personali, nella semplicità e nella modestia che è
    propria dei grandi, confortato da una fede incrollabile nella Giustizia Divina. Egli volle essere un sovrano che aveva anteposto gli interessi del popolo a quelli personali; Re Francesco, come un buon padre, per tutta la sua esistenza, non cessò mai di preoccuparsi delle necessità del suo popolo, non esitando a privarsi di quel poco che aveva per aiutare i bisognosi, avendo sempre in mente per esso “ la pace, la concordia e la prosperità”.
    Ancora oggi il suo esempio, di uomo di grande fede e con un altissimo senso dello stato e del dovere, è estremamente attuale in un momento così difficile per il nostro Paese e per l’Europa, di grande disaffezione verso lo Stato e le sue istituzioni, in cui avanza il deserto spirituale e culturale; egli con la sua testimonianza di vita, si erge come un gigante, in una società che sembra privilegiare gli interessi materiali e individuali per sacrificare il bene comune e le sue stesse radici.Ci piace ricordare le parole di Matilde Serao, che apparvero sul Mattino di Napoli il giorno seguente la morte del Re: “…Giammai principe sopportò le avversità della fortuna con la fermezza silenziosa e la dignità di Francesco secondo… Detronizzato, impoverito, restato senza patria, egli ha piegato la sua testa sotto la bufera e la sua rassegnazione ha assunto un carattere di muto eroismo… Galantuomo come uomo e gentiluomo come principe, ecco il ritratto
    di Don Francesco di Borbone”

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